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CARLA D'AURELIO
Mina Rasetta inizia la sua ricerca fin da giovanissima,
seguendo la sollecitazione del proprio talento che la conduce a sperimentare le
diverse tendenze del linguaggio pittorico emergenti nella seconda metą del 900.
Percorrendo queste difficili strade, con l'attenzione verso ogni possibilitą
espressiva, realizza la sua vocazione artistica, precisando via via la propria
poetica, il proprio linguaggio.
La sua poetica fortemente motivata da una interiore ricerca spirituale, trova
forma espressiva nell'esplorazione delle infinite possibilitą di percezione
della natura e della vita, cogliendone fisicitą e trascendenze a cui il suo
universo emotivo affida la creazione del proprio linguaggio.
Prendono vita su questo percorso, sottili armonie materiche, paesaggi dell'anima
e della memoria fluidi e sconfinati, segni sottratti alla dimenticanza o alla
distrazione, come i legni corrosi restituiti alla terra dalla forza del mare.
Nelle opere di Mina Rasetta, che siano informali o descrittive, vibra un
mormorio cromatico che muove verso approdi dell'anima a compere il gesto
liberatorio ed espressivo della ricerca; cittą terrestri scintillanti e leggere,
lievitanti come cattedrali gotiche verso il cielo, paesaggi immaginari abitati
dall'innocenza, icone di madri e di fanciulli, beatitudini, purezze, ma anche
inquietanti disordini, occultamenti, contaminazioni, come insospettabili fiumi
carsici riemersi in superficie.
Sono pennellate decise, ma a volte vapori di colori a spalancare i luoghi
dell'anima, dove l'artista si cala ad indagare per trasformare in immagini gli
incerti dispiegamenti dell'essere.
La sua forza sembra attingere a quella antica saggezza femminile a cui rimanda
l'attesa di un racconto comunque confortevole e rassicurante, quando la paura
del buio minaccia ogni sogno. |